Archivi categoria: Quel feroce sentimento

Viaggiare leggeri.

Tra le infinite cose che si sperimentano nella vita, quasi tutto è inutile.  Superfluo, temporaneo, ingannevole, distorcente. Alla fin fine, le personalità complesse o egocentriche (i sensibili sono ormai estinti) affondano perché non riescono a scrollasi di dosso ciò che è accaduto loro. Soprattutto, non riescono a gettare via il ricordo di quelli che li hanno fregati. Detto in due parole, bisogna viaggiare leggeri. Tantissime cose a cui davamo un’importanza capitale cinque o dieci anni fa, ora non contano più un cazzo. E quelle a cui diamo importanza oggi, beh…,finiranno allo stesso modo nel grande immondezzaio universale.

Fregarsene di tutto, dunque, e al tempo stesso godere della vita come di un avvenimento positivo.

Ah sì, e dimenticare chi ci ha fregato. Senza sognare infinitamente di farlo soffrire e sanguinare, di schiacciarlo, di umiliarlo. Senza vivere un’unica, infinita scena di tortura al rallentatore, con la telecamera mentale che indugia sul momento in cui lui/lei morde la polvere.

Quel bastardo.  Quella puttana. Quell’arrogante.

Quella persona che manco si ricorda il nostro nome, insomma. Ah, ma noi non ci siamo dimenticati il suo, potete ben giurarlo. Come faremmo senza quella preziosa ossessione? In fondo è rassicurante. Una compagnia fedele, che ci aiuta a trovare un elemento di routine nelle nostre giornate.

Viaggiare leggeri. Stingere tutto quello che c’è nella mente, perché non esiste più. Il tempo stinge a tal punto ricordi, persone e situazioni che potremmo aver vissuto la vita di un altro senza saperlo. I nostri passati sono, più o meno, tutti intercambiabili.

 

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PIANGO, PALUDI DI PAROLE FATTE FANGO.

Il Soviet Supremo, preposto alla gestione di questo strumento figlio del turbocapitalismo spinto (c.d. Weblog) per decreto della XXXIV Segreteria del Partito Rimpiantista, Maniaco-Depressivo e Vittimista, ordina la sospensione giornaliera delle normali attività di blogging. La grande guerra per l’infiltrazione nelle strutture mediatiche del mondo occidentale, al nobile scopo di sovvertirle dall’interno, si vede oggi costretta a cedere il passo. Uno dei nostri funzionari, evidentemente al soldo delle mercificanti, decadenti e lagnose potenze stranieri, è entrato nella Sala Comandi (tutti i blog hanno una segreta e onnipotente Sala Comandi. Credete che dietro queste rassicuranti lettere vi sia un uomo solo, magari un pò depresso, che scrive accanto al fuoco? Sciocchi!! Ecco perchè la Cina vi rompe il culo!) ed ha modificato l’Ordine Pianificato dei Post, deciso nel corso dell’elaborazione del XVII Piano Settennale. Che il suo nome sia maledetto, e dimenticato: i nemici del popolo non hanno diritto ai ricordi. Domani, questo traditore controrivoluzionario sarà in viaggio verso un Centro di Rieducazione ubicato a Merano di Romagna (Daghestan Meridionale). Nel frattempo, ci vediamo costretti a pubblicare i suoi deliri capitalistico-egotistici. Non leggete, compagni! Ricordatelo: il vero militante segue le direttive del Partito, si spacca di canne, tromba le tipe coi rasta, si spacca ancora di canne, esce a San Lorenzo e vive a Monti, vede un paio di film di Truffaut per credersi qualcuno, scopa trentenni annoiate, va in vacanza a Barcellona, s’incravatta, passa dalle canne alla cocaina e continua a seguire le direttive del Partito. Il trionfo del Depressivismo arriverà solo seguendo queste illuminate direttive, non traditeci!

Avrei voluto trovare parole migliori, e gesti migliori.  Avrei voluto ridere di più. Guarda che ne sono capace, sai? E so anche fare ridere! So essere caustico, vulcanico, a tratti incontenibile come un fiume in piena. Nessuno l’avrebbe detto, osservandomi da bambino, ma ho ci provo gusto ad essere un animale da palcoscenico. Posso essere arrogante, ambizioso, egomaniaco. Che è meglio di come sono adesso. O di come mi sono comportato con te. In tua presenza, al telefono, ascoltando la tua voce o guardando semplicemente una tua foto. Se non mi fossi pianto addosso, se non fossi stato lì a lamentarmi per quella serie infinita di sciocchezze? Cosa sarebbe successo? Forse avrei potuto cambiare tutto. Ho imparato che, effettivamente, è come dicono. la tua attitudine verso il mondo lo cambia; puoi modificare la realtà attorno a te, essere libero, essere felice.  Puoi persino provare a stare con chi desideri.  Come diresti tu: it’s always too late. Troppo tardi per provare, troppo tardi per cambiare. Tu sei già oltre, nemmeno ti scorgo in lontananza. Una possibilità svanita. Una persona splendida che sfuma pian piano.  Il suo volto si aggiunge alla lunghissima galleria dei ricordi.  D’ora in poi abiterai il crocevia fra ricordo, incubo e rimpianto. Un’orrida landa popolata dalle ombre delle possibilità sfumate. Lì, assieme a tutte voi, vivranno anche i futuri che ho gettato via.  Li ho soffocati nella culla, perchè troppe volte ho scelto di non scegliere: e così, pian piano, ho fatto della mia vita un deserto. Una devastazione totale, implacabile, realizzata senza pianificazione o sforzi particolari: è bastata l’inerzia a far scivolare i miei passi, pian piano, verso questo limbo.  Ora sto finalmente riuscendo a completare l’opera. Forse, it’s always too late anche per questo. Chi lo sa? Forse avrei dovuto ammazzarmi tanto tempo fa. Come diceva quel tale, meglio morire al culmine delle proprie potenzialità, affinchè gli altri possano ricordarci come un talento sfumato, anzichè lasciarci raggiungere dalla fine quando, grigi e curvi, avremo già deluso ogni aspettativa. Ma per quello, it’s always too late.